04 Giu 12 at 6 pm

Asked by Anonimo

asker Perché non dirglielo?

mah, non so.
A quale delle due intendi? 

e se domani finisce il mondo non avrò il mio primo compenso per un lavoro di grafica (cioè quello che poi dovrei andare a finire a fare nella mia vita) e sinceramente mi girano le palle.
E vabbene che il buddha ci tramanda che ogni cosa che ci capita nella vita è un effetto legato ad un’azione che abbiamo compiuto e che tutto è in eterno movimento e che quindi ogni cosa si modifica; però che la terra decida di implodere proprio in questo momento mi fa un po’ girare le palle e sinceramente va anche bene che quasi tutti si meritino di implodere con la terra ma una persona (e dico una) ci sarà che non se lo merita no? e allora lì come me la spiegate? 
-.-” 


04 Giu 12 at 6 pm

Asked by Anonimo

asker raccontami delle due amiche :)

due persone che mi mancano tantissimo, ma in maniera differente. :)
per molto tempo una delle due l’ho considerata una mia guida, una base forte su cui appoggiarmi nei momenti di bisogno e non; ma non ci si può appoggiare sempre su qualcuno e gli eventi ci han fatto allontanare.
L’altra la chiamavo sorella dal sangue diverso; abbiamo litigato per una cazzata e non ci rivolgiamo più parola e la cosa mi innervosisce parecchio.


04 Giu 12 at 6 pm

Asked by Anonimo

asker peter pan.

Londra, la danza delle fate del film ascoltata prima di arrivare a kensington gardens. la mia parte bambina che non crescerà mai.
un’amica (che per me era più di una sorella) che mi raccontava favole e mi regalava sorrisi.
un’altra amica con la quale adesso non parlo non si sa bene per quale motivo ma mi manca (e non avrò mai il coraggio di dirglielo).
Lui, i suoi capelli (perchè nella versione disney sono rossi). il vento tra i capelli, i sorrisi.

serenità e sicurezza. 

Mandami un ask contenente una parola qualsiasi, un nome o un personaggio e io ti dirò tutto ciò che quell’oggetto ha a che fare con la mia vita.

non sapere che fare.

(Fonte: oculos-mutant, via weirdoresh)

.comprare le tute da giardinaggio, quelle bianche per intendersi.
.mettersele addosso per limitare lo schifo dei fanghi delle gambe, sudarci dentro.
.dopo la sudata accorgersi di essersi riempita di bollicini  e rendersi conto di essere allergica al tessuto non tessuto.

(la cosa mi fa incazzare come una bestia. le uniche due cose a cui sono allergica hanno dei nomi bellissimi quali “tessuto non tessuto” e “pitosforo”

.cominciare a cenare e farsi venire un attacco d’ansia completo di tachicardia, sudori, respiro freddo e controcazzi così, giusto per rallegrare la serata.
.uscire, prendere un caffè tornare a casa e iniziare a leggere il libro superimpegnato che ti sei comprata.
.addormentarsi CON le lenti a contatto (per l’80 volta in vita mia)
.svegliarsi alle 7 di mattina con l’occhio sinistro che è gonfio, pulsa, butta fuori dello schifo giallo non ben identificato.
.soffrire  come una bestia per mezz’ora.
.alle 7 e 32 chiamare l’oculista che stava beatamente dormendo aspettandosi un vaffanculo, di quelli coi fiocchi.
.non sentirsi un vaffanculo ma un “sì, allora ti do questo collirio e queste salviettine per pulirsi gli occhi”.

IO AMO QUELL’UOMO.
LO AMO.
TANTISSIMO.
FAUSTO, l’oculista più figo che l’universo ricordi!